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Maggio 2008 |
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HOME PAGE DEL COMITATO - BENVENUTI
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«Io malato di tumore ho stracciato la tessera della Cgil» di Stefano Zurlo L’ex dipendente: i rappresentanti dei lavoratori sapevano tutto
Ormai dev'essersi abituato. Porta sulle spalle uno zaino colmo di sventure, ma Fabrizio Roma le racconta senza scomporsi: la malattia addosso, le disgrazie capitate ai figli: «Sono rassegnato, che devo fare? Fossi rimasto in campagna, avrei avuto un'altra vita. È andata così». Gli occhi trasmettono nostalgia e dignità. La vita di Roma è segnata da una data: l'arrivo alla Goodyear nel 1969. «Avevo il miraggio del posto sicuro. Andai al reparto verniciatura: spruzzavo un liquido azzurro e nero. Una situazione pesantissima: nel capannone c'era una nebbia perenne, non si respirava, si mangiava polvere. Un inferno». Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (9) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 42 | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |
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A Latina gli operai della Goodyear morivano per l’amianto E i rappresentanti dei lavoratori intascavano soldi per tacereTratto su: il Giornale.it Un’inchiesta giudiziaria svela che i sindacati incassavano soldi (100 milioni l’anno) dall’azienda e tacevano sui rischi per la salute dei lavoratori. Una «omertà» che, in una fabbrica di Latina, ha causato 34 morti in 17 anni.
Un appello al GIP.Non accogliete la proposta di archiviazione delle Procura della Repubblica... archiviare questo filone sembrerebbe condividere quello che accaduto come un fatto marginale.
I lavoratori morti ed i sopravvissuti, pagavano una tessera per essere tutelati, i loro rappresentanti che dovevano tutelarli, intascavano soldi lasciando avvelanare e far morire coloro che avrebbero dovuto tutelare.
SE QUALCUNO SA SI FACCIA AVANTI NON CONCORRA NELL'OMERTOSA COLPEVOLEZZA E NON TAPPARSI GLI OCCHI COME APPARE DA PARTE DELLE PROCURA DELLA REPUBBLICA.
Anche se non vi sarà una condanna penale, vi sia quella civile. Che differenza fanno le Fosse Ardeatine , le Foibe e la Goodyear? CHI SA DI PROVOCARE LA MORTE E' SOLO UN ASSASSINO E CHI FAVORISCE QUESTO CONCORRE NELL'OMICIDIO. Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (6) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 42 | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |
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Non c’è pericolo che i responsabili di una morte sul lavoro paghino, naturalmente. Che avevate capito?! Di Andrea Gagliardoni, morto a ventitre anni, abbiamo parlato qualche mese fa, qui . La settimana scorsa, a due anni dalla morte di Andrea, è arrivata la sentenza della giustizia italiana. Patteggiamento degli imputati: Mario Guglielmi, rappresentante della ditta costruttrice del macchinario che uccise il giovane, e Giuseppe Bonifazi, titolare della Asoplast di Ortezzano, la ditta per cui lavorava. Condanna ad otto mesi, di cui naturalmente non sarà scontato neanche un minuto. Una cosa talmente incredibile, che anche il giudice del tribunale si è sentito in dovere di muovere dei rilievi, certo irrituali, all’accordo raggiunto tra pubblico ministero e difesa.
Hai voglia ad approvare testi unici: sotto elezioni, e senza ascoltare le richieste di modifica che vengono dai lavoratori; hai voglia a promettere commissioni, sottocommissioni e vicepresidenze ad hoc in confindustria: siamo in trepida attesa, presidente Marcegaglia; hai voglia a manifestare finto sdegno e cordoglio ipocrita: _non_ siamo tutti sulla stessa barca, _non_ siamo tutti dalla stessa parte. Ogni giorno che passa, ogni lavoratore che muore, ogni sentenza che quella morte riduce ad un nulla, testimoniano spietati che il sistema del profitto ad ogni costo non tiene in alcun conto, anzi: disprezza il diritto alla vita ed alla felicità di uomini e donne che prima aliena, e poi schiaccia senza pietà. Non c’è pericolo, ti raccontano. Appunto. (un abbraccio alla mamma di Andrea) Tratto da: http://www.cadutisullavoro.it/blog/ Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (11) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 40 | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |
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Amianto -
Amianto
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Eternit… che cosa fare? (Rimozione e Smaltimento Eternit)I manufatti in cemento-amianto, tubazioni o lastre comunemente chiamati con il nome dell’azienda di Casale Monferrato che li produceva, non solo non si sono rivelati di vita eterna come il nome indicava ma anche causa di gravi problemi per la salute dei lavoratori e per l’ambiente. La pericolosità dei prodotti in cemento-amianto è dovuta alla possibile liberazione di fibre di amianto che normalmente sono legate alla malta cementizia. E’ ormai dimostrato che anche bassissime esposizioni a polveri di amianto possono indurre un ben preciso tumore polmonare (il mesotelioma pleurico). Per evitare inutili allarmismi si precisa che i maggiori pericoli di esposizione avvengono nella manipolazione dei manufatti dove per rotture, abrasioni e urti viene meno la funzione del legante. Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (9) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 71 | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |
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Bhopal 21 anni dopoSono passati 21 anni dal peggior disastro industriale della storia. La notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984, a Bhopal, in India, quaranta tonnellate di gas letali fuoriuscirono dalla fabbrica di pesticidi della Union Carbide. 8000 furono i morti nell'immediato e 12000 in seguito. I sopravvissuti non hanno mai ricevuto un risarcimento adeguato, ancora oggi il sito non è stato bonificato e la gente continua a bere acqua contaminata. La Dow Chemical possiede oggi la Union Carbide. Come vi renderete conto dalle testimonianze che pubblichiamo, la Dow opera in maniera diversa ma ugualmente irresponsabile in India come negli Stati Uniti. LEGGI TUTTO SU GREENPEACE Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (11) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 59 | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |
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Le notizie -
Ultime notizie
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I tumori causati dal lavoro, Come va la ricerca sui tumori nel Lazio Fui molto contento quando appresi da un comunicato stampa dell'Agi che l'Ispels stava realizzando un "Registro dei tumori di sospetta origine professionale" basato sui dati dei Registri Tumori italiani. Cercai notizie su internet e conobbi prima su un forum e poi per e-mail il Dott. Salvatore Russo che mi rese noto che questo progetto a carattere NAZIONALE e finanziato da un 'autorità NAZIONALE (Ispels) aveva del tutto escluso le regioni dal Lazio e del Sud. In aggiunta il cospicuo finanziamento elargito dall'Ispels (più di un miliardo di lire) sembra essere tecnicamente molto più di quanto serva per un progetto che considera solo mezza Italia. Per valutare le ragioni del Dr. Russo, ho cercato di recuperare informazioni sulla presenza nella nostra regione e più a sud dei Registri Tumori. Su http://www.registri-tumori.it/ si trovano i dati di tutti i Registri Italiani. Al nord sono più diffusi, ma da Roma in gi? esistono :
Registro di Latina " Napoli " Sassari " Ragusa
Perchè Ispels ha trascurato il Registro di Latina da anni attivo nella nostra regione ? Forse non sapeva che l'Istituto Regina Elena di Roma produceva i dati del Registro Tumori di Latina ? Perchè ha trascurato tutti gli altri registri a sud di Roma ? Come mai il finanziamento ? cosi alto se si trascurano tutte le regioni da Roma in giù ? Mi piacerebbe ricevere commenti su questo tema. Grazie a tutti i lettori. Buona giornata. Leggi tutto andando sul forum: http://www.chiamaroma.it/ Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (15) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 85 | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |
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La sicurezza sul lavoro resta un miraggio, nuova strage a Molfetta
Non più singole vittime, ma vere stragi. Mentre il tema delle morti sul lavoro diventa centrale nella campagna elettorale, nei cantieri muoiono sempre più operai. E sempre più numerosi in un solo incidente. Portando in alto i numeri dell’emergenza: il bilancio del 2007 ha superato le mille persone decedute, ma il 2008 sembra destinato a bruciare il triste record. Con una media che già tocca le tre vittime al giorno.
Dopo i sette morti della Thyssen lo scorso dicembre, lunedì quattro operai hanno perso la vita in un incidente avvenuto in un’autocisterna nella zona industriale di Molfetta. Un’altra persona rimasta intossicata apparsa subito in condizioni gravissime è morta dodici ore dopo, mentre una sesta non sarebbe in pericolo di vita. Tra le vittime c’è anche il titolare dell’azienda per cui lavoravano gli operai. Secondo una prima ricostruzione dei vigili del fuoco, gli operai stavano svolgendo la manutenzione di un’autocisterna adibita al trasporto di zolfo in polvere. In particolare, dovevano procedere al lavaggio. Quando il primo operatore ha accusato un malore all’interno del serbatoio, il titolare della ditta, Vincenzo Altomare si è precipitato a soccorrerlo. A causa delle letali esalazioni di zolfo, però, Altomare non è riuscito ad aiutare il suo collega, anzi, si è sentito male a sua volta. A questo punto sono intervenuti l’autista di un camion di un’altra ditta che opera nella zona industriale e altri due operai. Una corsa di solidarietà tra operai che si è trasformata in tragedia. La strage si è compiuta in pochi minuti. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SU: blog Panorama.it Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (12) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 96 | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |
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In nove, fra dirigenti e capo reparto, chiamati a rispondere di omicidio colposoÈ un processo importante quello che si apre il 29 marzo a Latina. Il giudice Cinzia Parasporo dovrà riconoscere, o negare, il nesso di causalità fra l’esposizione alle sostanze tossiche della fabbrica di pneumatici della Goodyear della città laziale e le patologie tumorali insorte a molti ex dipendenti. «Su 2.900 persone che hanno lavorato in quella fabbrica – racconta Augusto Campagna, un ex lavoratore che ha speso tante energie per far partire il processo – ne sono morte 140, l’ultima a gennaio dopo un intervento allo stomaco».
La perizia effettuata durante le indagini preliminari ha messo in evidenza inadempienze delle norme sulla sicurezza sul posto di lavoro e il nesso di causalità tra ambiente di lavoro e patologie insorte: neoplasie polmonari, tumori al pancreas, alla vescica, al tratto intestinale e alla laringe. Sono nove, fra dirigenti e direttori di reparto, le persone rinviate a giudizio con l’accusa di omicidio colposo pluriaggravato e lesioni colpose pluriaggravate. La fabbrica di Cisterna di Latina, aperta nel 1964 e chiusa nel 2000, non aveva neanche le barriere per separare i reparti e «le polveri della lavorazione potevano raggiungere addirittura la mensa», aggiunge il signor Campagna.
Erano polveri velenose di ammine aromatiche, nerofumo e amianto. «Ecco perché siamo determinati affinché vengano migliorate le condizioni di lavoro del settore chimico – dice l’avvocato del collegio delle parti civili Luigi Di Mambro – Per noi è un impegno morale preso con chi ha firmato le denunce nei nostri studi e ora non c’è più… ». Un impegno al quale non fa mancare il proprio sostegno Legambiente, che si è costituita parte civile. È una storia, quella di Augusto Campagna e dei suoi colleghi, ripresa anche dal regista Riccardo Milani per realizzare Il posto dell’anima, in cui si intrecciano lotta per il posto di lavoro e storie d’emigrazione. Molti operai della Goodyear venivano dall’Abruzzo: anni fa erano in cerca di lavoro, ora attendono giustizia dal processo. TRATTO DA: http://www.tuttotrading.it LEGGI ANCHE L'ARTICOLO SU: www.latina24ore.it
PROCESSO GOODYEAR, "ECCO COME LAVORAVAMO" Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (17) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 147 | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |
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ThyssenKrupp, chiusa l'inchiesta: 'Omicidio volontario'' per l'ad Contestato per la prima volta per un incidente sul lavoro il reato di omicidio con dolo eventuale. Saliti a sei gli indagati. Nel rogo divampato nel corridoio 5 delle acciaierie morirono sette operai.
Torino, 23 feb. - (Adnkronos/Ign) - A due mesi e 19 giorni dall'incendio divampato nel corridoio 5 delle acciaierie ThyssenKrupp di Torino che costò la vita a 7 operai, è stata ufficialmente chiusa intorno alle 13 di oggi, con il deposito in cancelleria, l'inchiesta della Procura di Torino. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO SU adnkronos.com. Gli indagati sono saliti a 6 e per la prima volta in un'indagine relativa un infortunio sul lavoro è stato contestato, a uno degli indagati, l’amministratore delegato del gruppo in Italia Herald Espenhahn, il reato di omicidio con dolo eventuale e incendio con dolo eventuale. Una contestazione mossa dagli inquirenti in relazione alla sua posizione di vertice con i massimo poteri decisionali di spesa in particolare relativamente a due decisioni. Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (14) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 89 | Stampa | E-mail | Leggi tutto... |
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, Andrea Coppini, Mauro Marchi, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Silvana Gatti-Tecnico della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. Questo Governo, anche se lentamente, qualche cosa di positivo l’aveva fatta perchè ci fosse più sicurezza nei luoghi di lavoro. Stavano scrivendo anche un Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, che anche se non era la panacea di tutti i mali che affliggono i luoghi di lavoro, era pur sempre qualcosa. Il Testo Unico è stato cestinato da Mastella (per scriverlo c’è tempo fino al Maggio 2008), che è il “responsabile” della caduta del Governo Prodi. La legge 123/2007 per funzionare ha bisogno dei decreti attuativi, altrimenti è praticamente nulla. Sabato 26 gennaio il sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta, ha detto che secondo i primi dati Inail relativi agli infortuni mortali nelle 24 ore dalla data dell’evento infortunistico (anno 2007), questi sono calati ( | |
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