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Battersi contro la dittatura del silenzio Cocaina nell'aria a Roma, il rilevamento è stato eseguito dal Consiglio nazionale delle ricerche, noi abbiamo dei dubbi sull'attendibilità di questa notizia, ci suona come una stupidaggine, come si fa a rilevare una sostanza poco utilizzata dalla popolazione solamente campionando un piccolo quantitativo di aria? possiamo capire lo smog che ha concentrazioni alte; che qualcuno ci smentisca grazie. Ammettendo che quanto sopra sia vero, allora come mai in un'azienda chimica in cui si svolgono lavorazioni con sostanze tossiche e cancerogene, a volte a cielo aperto, i rilievi ambientali danno sempre risultati con concentrazioni di sostanze nell'aria quasi nulli o molto al di sotto della soglia imposta per legge?
Cocaina nell'aria a Roma, il rilevamento è stato eseguito con i soldi della ricerca, noi abbiamo dei dubbi sull'attendibilità di questa notizia, ci suona come una stupidaggine, come si fa a rilevare una sostanza poco utilizzata dalla popolazione solamente campionando un piccolo quantitativo di aria? possiamo capire lo smog che ha concentrazioni alte; che qualcuno ci smentisca grazie. Ammettendo che quanto sopra sia vero, allora come mai in un'azienda chimica in cui si svolgono lavorazioni con sostanze tossiche e cancerogene, a volte a cielo aperto, i rilievi ambientali danno sempre risultati con concentrazioni di sostanze nell'aria quasi nulli o molto al di sotto della soglia imposta per legge? Eppure l'odore acre e nauseante che emana la nostra azienda nell'aria si avverte a distanza, non dico poi in certi reparti chiusi, dove non c'è un giusto riciclo di aria, come per esempio il reparto laboratorio e il reparto formulazioni. Forse perché per legge i rilievi ambientali nelle aziende vengono eseguiti dalle stesse società? Bè..... è come chiedere all'oste com'è il vino. Certo non si stanziano soldi per la ricerca legata alla salute dei lavoratori ed alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Vi chiederete dove sono e cosa fanno gli organi che dovrebbero vigilare sia all'interno dell'azienda, come le RLS, e sia all'esterno, come le ASL, ce lo chiediamo anche noi. Bene, alcune denunce sono state fatte da lavoratori che purtroppo hanno contratto un tumore. In base a queste denunce Il PM ha aperto un'inchiesta ed ha inviato due medici del lavoro in azienda per controllare gli ambienti di lavoro ma, ahimè, la direzione insieme al medico di fabbrica e al responsabile della sicurezza(*)gli hanno fatto visitare solamente alcuni impianti ed esattamente quelli più puliti e automatizzati, tralasciando i reparti più problematici e fatiscenti; addirittura una lavorazione da sempre problematica è stata fatta fermare prima. In base a queste denunce è scoppiato anche lo scandalo riportato da alcuni giornali e dal servizio del TG Regione(Lazio) di RAI 3 ( che potete visionare nella sezione "parlano di noi" ). Ora il PM ha richiesto l'archiviazione dei due casi di lavoratori colpiti da tumore alla vescica di cui uno morto, perché il fatto non sussiste. Questo perché, in base alle scartoffie depositate in Procura, risulta che I'azienda ha adempito correttamente a tutti gli obblighi della sorveglianza sanitaria, effettuando un serio controllo dei lavoratori, e ciò è dimostrato, dice, anche dal fatto che in entrambi i casi si è giunti ad una diagnosi di neoplasia in base ai risultati delle indagini effettuate per conto dell'azienda, !!!!affermazione falsa!!!!, in quanto le malattie sono state scoperte, almeno da parte di uno dei due lavoratori, tramite controlli esterni a spese proprie prescritti dal suo medico di famiglia, il quale gli ha anche fatto la denuncia di malattia professionale che avrebbe dovuto eseguire il medico di fabbrica. Queste scartoffie però si riferiscono all'anno 2005 ma le denunce partono sostanzialmente dagli anni 2001-2002. Il nuovo medico aziendale, assunto nel 2005, ha fatto tutto ciò che non avevano fatto gli altri prima di lui, in modo da sistemare le nostre cartelle sanitarie, dato che prima l'unica analisi specifica era la citologia urinaria per la ricerca di cellule neoplastiche che attualmente hanno eliminato. Noi comunque non ci fermiamo, andiamo avanti nella speranza che qualcuno ci ascolti e prenda a cuore il nostro problema. Se c'è in giro qualche mass media sensibile a queste problematiche che voglia occuparsi del nostro problema, noi saremo lieti di dare tutte le informazioni in nostro possesso. Vogliamo citare uno dei dettagli importanti riportato nella RELAZIONE DI CONSULENZA TECNICA D'UFFICIO (abbiamo tolto i nomi dei lavoratori per motivi di privacy), il Sig. C. è deceduto a causa della neoplasia vescicale da cui era affetto, mentre per il Sig. G. I'intervento chirurgico è stato risolutivo ai fini della guarigione clinica della malattia neoplastica. I rischi lavorativi non erano, specie in passato, del tutto prevedibili per la scarse conoscenze che si sono perfezionate nel corso degli anni, ma le misure adottate dai vari datori di lavoro sono risultate sempre rispondenti alle norme di legge in tema di prevenzione e protezione, tutela e sorveglianza sanitaria dei lavoratori. Allora ......come mai i giornali titolano: "LATINA SCALO: Operai esposti per anni all'ossido di propilene senza sorveglianza sanitaria. Rischio tumori e autodenuncia, In passato niente visite per I'esposizione all'ossido di propilene (LA PROVINCIA-quotidiano locale 7 dicembre 2006)". "OPERAI A RISCHIO: Pericolo tumori all'ex Uniroyal aperta un'inchiesta. Gli operai dell'ex Uniroyal di Latina Scalo, oggi "Chemtura", sono a rischio per una sostanza cancerogena utilizzata fino al 2000 la procura ha aperto un'inchiesta. (IL MESSAGGERO 13 dicembre 2006)". Nel frattempo noi lavoratori, tramite semplici indagini abbiamo scoperto altre sostanze cancerogene utilizzate in stabilimento, e continueremo ad indagare affinchè sia fatta luce sulla vicenda; da ora in avanti vogliamo sapere con chiarezza cosa manipoliamo. la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 19047/2006 stabilisce che una malattia professionale tabellata non deve essere provata dal lavoratore ma è sufficiente che la scienza medica abbia denuciato una probabilità e non solo possibilità che quell’attività può causare la patologia. Leggi -------------------------------------------------------------------------------- "Sul ciclo di lavorazione della gomma, sulla sua nocività e potenziale cancerosità, esiste una bibliografia scientifica quasi sterminata. I primi studi risalgono agli anni '40 ed è dal 1982 che la International Agency for Research on Cancer include l'industria della gomma tra le lavorazioni cancerogene. Secondo la Iarc vi è sufficiente evidenza di un eccesso di morti per cancro alla vescica e per le leucemie a causa dell'esposizione alle ammine aromatiche e ai solventi. Sufficiente evidenza anche per il cancro al polmone e allo stomaco. Un altro studio, condotto nel 1992, stabilisce addirittura che il fumo di sigaretta è ininfluente per l'insorgenza di tumori polmonari nei lavoratori della gomma." ( tratto da: Il postaccio dell'anima C'era una volta la Goodyear. di Mario Bariletto & Filippo Golia ). (*)N.B.: per errore nella visita era stata citata anche la presenza della RSU.
Ridicola Presa in giro della società, che nonostante l'accaduto divulga liberamente in rete il seguente documento: CHEMTURA CORPORATION considera la sicurezza e la salute pubblica dei dipendenti, dei fornitori e dei clienti e la protezione dell'ambiente per le generazioni attuali e future una priorità fondamentale. Siamo impegnati a rispettare tutte le leggi, i regolamenti, le regole e gli standard interni vigenti in tutto il mondo. Il nostro scopo è di ridurre a zero il numero di incidenti e di danni all'ambiente. leggi l'articolo
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